M5Stelle: Sit-in conferenza contro i gasdotti

Autore Gianni Catucci | mer, 19 lug 2017 | 724 viste | Movimento-5-Stelle Regione-Puglia Protesta-No-Tap Politica

Ieri davanti alla Regione Puglia

( Da comunicato) - Scelte frutto di una politica energetica fallimentare attuata dal governo nazionale ai danni della collettività e avallate dall’inerzia del governo regionale, che plaude addirittura all’approdo sulle coste pugliesi di un terzo gasdotto. Il gruppo consiliare del Movimento 5 stelle torna a ribadire il proprio no ai progetti di TAP, Poseidon ed Eagle LNG annunciando - nella conferenza stampa tenutasi ieri alla quale sono intervenuti i consiglieri Antonio Trevisi e Gianluca Bozzetti, la senatrice Daniela Donno ed esponenti del Movimento NO TAP - un sit-in di protesta  che si svolto ieri di fronte alla sede del Consiglio regionale. Una iniziativa di cittadini, attivisti, associazioni "alla quale sono invitate anche le altre forze politiche che intendano schierarsi a difesa del territorio e degli interessi dei cittadini pugliesi”.
Le ragioni del Movimento che - come hanno ricordato i consiglieri Bozzetti e Trevisi - “dal primo momento ha evidenziato le criticità dei progetti e gli interventi necessari a rivedere le autorizzazioni, vengono rafforzate oggi da nuovi elementi: i dati preliminari delle indagini condotte da Arpa Puglia, da noi sollecitate e finalizzate alla valutazione dello stato ambientale della zona di San Foca individuata da TAP come approdo, indicano che la presenza di Posidonia non è sporadica, viziando così la procedura di affidamento dell’opera. Inoltre, le dichiarazioni di EAGLE LNG, relative alla mancanza di posidonia nel sito di Lendinuso, sarebbero in contraddizione con quanto sostenuto da TAP che invece aveva scartato quella stessa zona a causa della presenza della pianta acquatica”.
"Senza dimenticare – ha sottolineato il consigliere Trevisi – che secondo Arpa lo studio di TAP è carente nella valutazione degli effetti sanitari dell’inquinamento atmosferico riconducibile agli inquinanti Pm 10, monossido di carbonio, ossido e biossido di azoto emessi sia nella fase di cantiere che in quella di esercizio e che manca anche la valutazione di impatto sanitario”.
L’analisi dei cinquestelle si allarga poi alle ragioni per cui “una politica energetica basata sul gas nel 2017 sia fallimentare e miope da tutti i punti di vista, ambientale, economico e strategico e mentre il mondo si muove verso le fonte rinnovabili in Puglia si sceglie di “innovare” puntando sul “vecchio”.
“Nel 2005 - ha spiegato Trevisi - il consumo interno lordo di gas naturale in Italia era pari a 71,17 milioni di tonnellate equivalenti di petrolio (Mtep) nel 2015 si è attestato a 55,30 Mtep (fonte Bilancio Energetico Nazione del Ministero dello sviluppo Economico). In poco più di un decennio i consumi di gas in Italia sono scesi di oltre un quinto però oggi si continua a dire che abbiamo bisogno di realizzare dei gasdotti. In Puglia se ne vogliono realizzare addirittura tre. Nulla fa pensare che il gas possa diventare il vettore energetico del futuro: nel settore industriale ed edilizio gli impianti di riscaldamento hanno rese maggiori proprio se elettrici, alimentati da impianti fotovoltaici o altre rinnovabili e nel settore dei trasporti tutti puntano a sviluppare una mobilità elettrica a basso impatto ambientale. Di scelte energetiche sbagliate ne abbiamo viste molte negli ultimi decenni e questa si aggiungerebbe alle altre perché non c’è nulla che faccia pensare ad un interesse strategico nazionale di queste opere se non un grosso business che punta a monetizzare gli ultimi grossi giacimenti esistenti sul pianeta”.
In conclusione l’appello a “non ritardare la diffusione delle fonti rinnovabili, ormai più convenienti economicamente delle fossili. Non ce lo possiamo permettere, perché i cambiamenti climatici non seguono le logiche della ricchezza concentrata nelle mani di pochi. Domani manifesteremo per ribadire al governo regionale e a quello nazionale che i pugliesi sono stanchi di scelte miopi che si trasformeranno in problemi per i nostri figli domani. Per una volta si provi a ragionare a lungo termine per il bene della nostra collettività e non solo per soddisfare i soliti squallidi interessi economici e politici di qualcuno. Questo è il momento giusto per investire sul futuro ed abbiamo i mezzi per farlo”.


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