Si presenterebbero nuovi scenari anche sul nostro territorio
ROMA - Potrebbe arrivare entro la fine del 2026 una svolta importante per i sindaci dei Comuni con più di 15mila abitanti. Sul tavolo della maggioranza di Governo c’è infatti la modifica delle regole sui mandati dei primi cittadini nell’ambito della più ampia riforma del Testo Unico degli Enti Locali. Secondo le indiscrezioni riportate, la Lega spinge per superare l’attuale limite che impedisce ai sindaci dei Comuni sopra i 15mila abitanti di candidarsi per un terzo mandato consecutivo. Ad oggi la normativa prevede regole differenti in base alla popolazione: nessun limite di mandato nei Comuni fino a 5mila abitanti, massimo tre mandati consecutivi tra 5.001 e 15mila abitanti e massimo due mandati consecutivi sopra i 15mila. La partita, però, è più ampia. Tra le ipotesi di riforma c’è anche la modifica del sistema elettorale dei Comuni sopra i 15mila abitanti, con la possibilità di evitare il ballottaggio qualora al primo turno venga raggiunta la soglia del 40% dei voti validi. Altro punto riguarda i consiglieri comunali nominati assessori. L'ipotesi è quella di sostituire l'attuale decadenza dal Consiglio con una sospensione temporanea: durante l'incarico in Giunta entrerebbe il primo dei non eletti e, in caso di dimissioni o revoca da assessore, il consigliere potrebbe tornare automaticamente tra i banchi dell'assemblea. Una proposta in questo senso è già depositata in Parlamento. Una riforma destinata quindi a modificare profondamente gli equilibri politici e amministrativi dei Comuni italiani. La partita decisiva potrebbe giocarsi entro la fine dell'anno e potrebbe anche rompere gli equilibri in città come Fasano e Monopoli dove gli attuali primi cittadini, Francesco Zaccaria e Angelo Annese, sono al secondo mandato e di conseguenza potrebbero rientrare prepotentemente in gioco.