Nell'inchiesta anche lavori effettuati al San Giacomo di Monopoli
BARI - C’è un altro, e finora presunto,
giro di mazzette in cambio di appalti nella Asl di Bari alla base delle sette
richieste di arresto fatte dalla Procura di Bari nei confronti di imprenditori
e dipendenti dell’azienda sanitaria. Le accuse, contestate a vario titolo, sono
quelle di corruzione, falso, ricettazione e subappalto illecito, e riguardano
alcuni lavori nelle strutture sanitarie (tra le altre) di Monopoli, Putignano e
Palo del Colle. La Procura ha chiesto i
domiciliari per i dipendenti della Asl Teodosio Franco e Nicola Sicolo, i
dipendenti di Sanitaservice Gianmichele L’Abbate e Francesco Losacco e gli
imprenditori Nicola Loporcaro e Giuseppe Mastropasqua, oltre che per Nicola
Menolascina. Il gip Giuseppe Montemurro ha convocato i sette per il 26 e il 27
ottobre per l’interrogatorio preventivo, al termine del quale dovrà decidere se
disporre o meno la misura (e, nel caso, quale misura) e dovrà decidere anche
sulla richiesta di cinque provvedimenti di divieto a esercitare la professione
e un’interdizione da un pubblico ufficio. L’indagine prende origine da quella
per cui, nel novembre 2024, in 10 furono arrestati per un presunto giro di
mazzette di cui avrebbero fatto parte i funzionari della Asl Nicola Iacobellis,
Nicola Sansolini e Concetta Sciannimanico, oltre a vari imprenditori. Nel
filone che ha portato alle sette richieste di arresto, tra gli episodi
contestati, c’è quello per cui Franco, dipendente dell’Area gestione tecnica
della Asl, avrebbe affidato dei lavori (da svolgere a Monopoli ovvero i nuovi
ambulatori e reparti di cardiologia al San Giacomo e Putignano) alla ditta di
Minafra, in cambio di una vetrata dal valore di 10mila euro per la propria
abitazione.