Ripreso il processo ai fratelli Pisicchio: i difensori "rinnegano" le intercettazioni

Autore Alfonso Spagnulo | ven, 16 ott 2026 16:02 | 19 viste | Bari Processo Alfonsino-Pisicchio Intercettazioni

Per i legali dell'ex consigliere regionale sono inutilizzabili ai fini processuali

BARI - L’indagine che nell’aprile 2024 portò ai domiciliari Alfonsino ed Enzo Pisicchio con l’accusa di corruzione è cominciata nel settembre 2019 con le intercettazioni disposte d’urgenza a carico del più giovane dei fratelli baresi per un’ipotesi di truffa aggravata nei confronti della Regione. E quando a gennaio 2020 la Procura ha chiesto l’estensione degli ascolti anche per le ipotesi di corruzione e turbativa d’asta sull’altro Pisicchio, sull’imprenditore Giovanni Riefoli e sul dirigente comunale Francesco Catanese, oltre che sul secondo dei fratelli, il gip l’ha negata: mancano i presupposti - ha scritto all’epoca il giudice - e non emerge la connessione tra i reati. Ma quelle intercettazioni sono diventate, ora, uno dei cardini dell’accusa su cui si basa il processo che è ripartito ieri. È questo il punto su cui i giudici sono chiamati a decidere dopo che alla precedente udienza uno dei difensori di Enzo Pisicchio, l’avvocato Francesco Marzullo ha chiesto al Tribunale di dichiarare l’inutilizzabilità delle intercettazioni sul capo di imputazione centrale.

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