Molte esponenti temono che non ci sarà spazio per loro e timori anche per le province più piccole
BARI - Donne e territori meno popolosi a rischio di una minore rappresentanza in Parlamento. Dalla Puglia si alza la protesta contro la nuova legge elettorale, che secondo le esponenti politiche potrebbe ridurre il numero delle parlamentari e penalizzare alcune province, a partire da Brindisi. Per l’europarlamentare del Movimento 5 Stelle Valentina Palmisano, «il rischio è che intere province non riescano a esprimere un proprio rappresentante». Nel mirino anche l’assenza di garanzie di genere nella scelta dei capilista. Dura la posizione di Loredana Capone, esponente del Partito Democratico: «Una legge elettorale che non garantisce la parità di genere nelle candidature non è una riforma, è un passo indietro nei diritti e nella democrazia». Secondo le stime citate dall’esponente dem, le donne elette alla Camera potrebbero dimezzarsi rispetto alla situazione attuale. Anche Maria La Ghezza, consigliera regionale del Movimento 5 Stelle, sottolinea i rischi legati al potere delle segreterie di partito: «Non basta riempire le liste di candidature femminili per parlare di parità». Al centro della contestazione, dunque, le regole per la selezione dei candidati e il timore che, senza adeguati correttivi, a perdere rappresentanza siano sia le donne sia le comunità più piccole.