Smontato il castello accusatorio per il magistrato e altri sei indagati
POTENZA - Inchiesta sul Tribunale di Lecce: archiviate tutte le ipotesi di reato residue a carico del giudice Pietro Errede, della cancelliera della sezione Commerciale di Lecce Grazia De Masi, dell'avvocato Mariangela Liaci, dell'avvocato Mauro Calò, dell'avvocato David Dell'Atti, dell'avvocato Rosanna Perricci, dell'avvocato Giuseppe Positano e del commercialista gallipolino Emanuele Liaci. La Procura di Potenza ha chiesto ed ottenuto dal Gip Salvatore Pignata l'archiviazione delle posizioni del magistrato e dei diversi professionisti, per ipotesi di reato corruttive ritenute infondate e prive di riscontri. Nonostante l'attività degli inquirenti leccesi, il PM di Potenza Vincenzo Montemurro ha formulato motivata richiesta di archiviazione per insussistenza dei fatti, così prendendo le distanze da quanto invece ipotizzato dai finanzieri leccesi. Per altre ipotesi di reato, per le quali invece era stato richiesto il rinvio a giudizio degli indagati, Errede, unitamente all'avv. Russi, a Emanuele Liaci, all'avv. Antonio Casilli e a Giuseppe Evangelista, era stato prosciolto già in udienza preliminare nel marzo scorso. A fronte di tale ultima determinazione della Procura lucana, la riflessione delle difese non può che essere quella di una netta presa di distanza del PM dall'attività dei finanzieri leccesi, attività sulla cui imparzialità e obiettività sono stati avanzati forti dubbi per i sospetti di pregiudizio anche omofobo nei confronti del magistrato indagato che oggi ha avanzato, tramite i suoi legali, pesanti richieste risarcitorie nei confronti dello Stato e di quanti con dichiarazioni millantatorie, calunniose e diffamatorie hanno determinato l'avvio del procedimento penale conclusosi per lo più con proscioglimenti e archiviazioni, nonostante le misure cautelari all'epoca applicate.