Edilizia scolastica: a rischio molte strutture in Italia

Autore Antonella Leoci | Sat, 18 Aug 2018 | 1085 viste

L'allarme dell'Anief

La tragedia che ha colpito Genova, con l’inaspettato crollo del ponte Morandi, mette in allarme in questi giorni tutte le istituzioni preposte alla messa a norma delle strutture pubbliche, a partire dai 42 mila plessi scolastici dove da settembre torneranno quasi otto milioni di alunni, oltre 850 mila insegnanti, 250 mila Ata e 6 mila dirigenti scolastici. A lanciare l’allarme l’Anief dopo che il quotidiano nazionale Sole 24 Ore afferma che dei 6,2 miliardi di euro di fondi già stanziati e destinati all’edilizia scolastica, dal 2015 al 2018, sono stati utilizzati appena 604 milioni, quindi meno di un decimo. I fondi, facenti capo alle Grandi Opere e alle relative spese messe in Bilancio, erano finalizzati alle migliorie delle strutture che fanno capo allo Stato, a partire quindi proprio dagli istituti scolastici, ma il 90 per cento pare non siano stati utilizzati. Anzi, le spese risultano addirittura in calo per colpa della burocrazia, mancanza di progetti e contenziosi. I dati sarebbero attendibili, perché pubblicati dal centro studi Ance (Associazione nazionale costruttori edili), che ha sottolineato come le mancate spese dei fondi finalizzati abbiano in realtà risentito delle lentezze burocratiche legate spesso alla compilazione di banche dati: il monitoraggio sulle opere pubbliche per esempio è stato avviato solo nel 2016 e l’efficacia di questa banca dati dipenderà anche dalla rapidità nella risposta da parte delle amministrazioni locali nell’inserire tutte le informazioni indispensabili per far partire l’avvio dei lavori. Gli ultimi dati ci dicono anche che un plesso scolastico su cinque è chiuso per sempre o in attesa di essere messo a norma. Ci sono delle Regioni dove il numero di edifici scolastici non attivi, per vari motivi, supera abbondantemente quello delle strutture dove si fa didattica.

 

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