L'uomo avrebbe dato anche una falsa versione dei fatti ai carabinieri
OSTUNI - E' finito sul registro degli indagati per difendersi dall'accusa di favoreggiamento l'uomo che potrebbe essere stato testimone oculare dell'omicidio di Antonio Nisi, il giardiniere di 34 anni trovato senza vita nelle prime ore di venerdì scorso a due passi dalla centralissima Piazza della Libertà di Ostuni (in provincia di Brindisi). Si tratta di un 46enne del posto, definitosi amico del 28enne Gabriele Sorada finito in carcere sabato sera perché sottoposto a fermo del pubblico ministero della Procura di Brindisi, Laura De Stradis, indiziato di omicidio volontario. La famiglia della vittima ha affidato il compito all’avvocato Mario Guagliani di partecipare agli accertamenti tecnici e a ogni altra attività estesa alle parti. A fare finire nei guai il 46enne è stata la sua ricostruzione fornita al pubblico ministero e ai carabinieri della Stazione di Ostuni del litigio fra Nisi e Sorada: non è stata ritenuta credibile dagli inquirenti ed è stata smentita dallo stesso Sorada. Il nuovo indagato ha sostenuto che Nisi si fosse presentato a casa di Sorada armato di pistola e che durante una colluttazione l'avrebbe estratta da una tasca per sparare un colpo per poi fuggire. Non prima di promettere di tornare di lì a poco per ammazzarlo. Sorada ha invece sostenuto di essersi affacciato alla finestra della sua casa con in pugno una pistola calibro 6,35 allo scopo di intimorire Nisi e di avere esploso un colpo verso l'asfalto perchè continuava a prendere la porta della sua casa a calci. Il secondo colpo, ha ancora sostenuto Sorada, gli sarebbe partito accidentalmente mentre apriva la porta. Ed ancora, secondo questa ricostruzione Nisi - ancora in vita - lo avrebbe minacciato di tornare armato di fucile. Le indagini proseguono, domani è previsto lil conferimento dell'incarico al medico legale Domenico Urso per lo svolgimento dell'autopsia.