Le prime stime arrivano dal confronto tra le Regioni sul riparto del Fondo sanitario nazionale e sulle risorse aggiuntive che il Governo potrebbe inserire nella prossima manovra di bilancio
ROMA - La Puglia potrebbe ricevere circa 220 milioni di euro in più per la sanità rispetto al 2025. Una cifra ben al di sotto delle aspettative iniziali, che puntavano a un incremento di 400 milioni. E con un disavanzo sanitario per il 2026 stimato tra i 250 e i 300 milioni di euro, per la Regione si prospetta una situazione tutt’altro che semplice. Le prime stime arrivano dal confronto tra le Regioni sul riparto del Fondo sanitario nazionale e sulle risorse aggiuntive che il Governo potrebbe inserire nella prossima manovra di bilancio. Sul tavolo ci sarebbero 2 miliardi e 400 milioni di euro in più a livello nazionale, a fronte dei 6 miliardi e 800 milioni richiesti dalle Regioni. Uno scenario che ridimensiona le aspettative pugliesi, anche rispetto alle stime iniziali del sottosegretario alla Salute Marcello Gemmato. I conteggi, però, non sono ancora definitivi e la trattativa resta aperta. Ma il margine di manovra si restringe e per la Puglia diventa sempre più urgente contenere la spesa sanitaria. È in questa direzione che si inserisce il confronto avviato con cinque Regioni, Veneto, Lombardia, Emilia Romagna, Lazio e Campania, che attraggono un numero significativo di pazienti pugliesi. L’obiettivo è fissare un tetto alle prestazioni effettuate fuori regione, limitando quelle non urgenti, non salvavita e che possono essere garantite anche nelle strutture sanitarie pugliesi. Una strategia che punta a ridurre la mobilità sanitaria passiva e a contenere i costi, senza compromettere il diritto dei cittadini alle cure. Perché, con risorse aggiuntive inferiori alle attese e un disavanzo ancora da coprire, il controllo della spesa diventa una delle priorità per i conti della sanità pugliese.