Conversano, nota congiunta di QUARK, SI e PRC: “No a consultazioni con chi ha sostenuto l’amministrazione sfiduciata”

Autore Domenico Dicarlo | sab, 31 gen 2026 00:29 | 121 viste | Conversano Documento-Centrosinistra

Secondo QUARK, Sinistra Italiana e Rifondazione Comunista, la città ha bisogno di un progetto politico solido e riconoscibile, non di aggregazioni costruite unicamente per sommare voti o sconfiggere un avversario.

Un documento politico congiunto è stato inviato alle segretarie e ai segretari cittadini del Partito Democratico, dei Giovani Democratici, del Partito Socialista Italiano, del Movimento 5 Stelle, di Valore Futuro e della lista civica 70014. La nota, firmata da QUARK, Sinistra Italiana e Rifondazione Comunista, intende chiarire la posizione dei tre gruppi all’interno del tavolo del centrosinistra e ribadire i principi che hanno guidato il percorso comune avviato un anno fa. I sottoscrittori – tre forze politiche che rappresentano l’area più coerentemente progressista della coalizione – ricordano come il documento condiviso nel luglio precedente abbia definito valori, confini e obiettivi che dovrebbero orientare ogni scelta strategica, dalla costruzione del progetto politico alla selezione della candidatura a sindaco. Proprio per questo, i firmatari richiamano l’esigenza di mantenere una linea chiara e coerente, evitando aperture indiscriminate verso gruppi e partiti che, per storia recente o collocazione politica, non rientrano nel perimetro definito dal tavolo. Nel testo si sottolinea come l’esperienza amministrativa del 2018, nata da alleanze eterogenee e rivelatasi presto fragile, rappresenti un monito da non ignorare. Secondo QUARK, Sinistra Italiana e Rifondazione Comunista, la città ha bisogno di un progetto politico solido e riconoscibile, non di aggregazioni costruite unicamente per sommare voti o sconfiggere un avversario. I tre gruppi contestano inoltre la sintesi emersa nella riunione del 26 gennaio, ritenuta non rappresentativa delle posizioni espresse al tavolo, e ribadiscono la loro contrarietà a un metodo che prevede interlocuzioni con “chiunque”, inclusi soggetti politici riconducibili al centrodestra o fino a poco tempo fa sostenitori dell’amministrazione sfiduciata. Al contrario, dichiarano disponibilità al dialogo con quelle realtà che hanno preso le distanze da metodi amministrativi giudicati “al limite della legalità”. Per queste ragioni, i firmatari annunciano che non parteciperanno alle consultazioni con i gruppi su cui il tavolo si è già espresso negativamente. Il documento si chiude con un invito a confidare nella forza del progetto politico condiviso: secondo i sottoscrittori, è la coerenza della proposta a generare consenso, non la somma artificiale di pezzi di ceto politico.

 

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