Noci e il Distretto Urbano del Commercio

Autore Redazione Canale 7 | mar, 19 feb 2019 | 300 viste | Noci Consiglio Comunale Attività-Produttive Confcommercio Confesercenti Attualità

Deliberato a Noci il Distretto  Urbano del Commercio, progetto “Noci Città-Bottega”. Il provvedimento è stato approvato all’unanimità dal consiglio comunale.

Noci, da “città dell’enogastronomia” a “città‐bottega”. È questa  l’evoluzione che l’Amministrazione ha l’ambizione di inseguire con la  costituzione del Distretto Urbano del Commercio di Noci. Il Consiglio  Comunale all’unanimità ha approvato ieri, 15 febbraio, il testo  dell’Atto costitutivo dell’Associazione e dello Statuto. Comune di Noci,  Confcommercio Puglia e Confesercenti Puglia ne risultano soci fondatori,  ai quali potranno accodarsi tutti i soggetti che vorranno essere  protagonisti del distretto.

 «Alla base dell’associazione – spiega l’Assessore alle Attività  Produttive, Natale Conforti, – v’è la condivisione degli obiettivi di  valorizzazione del commercio e del turismo attraverso il marketing  territoriale, le attività culturali, la promozione dell’attrattività  territoriale, le eccellenze turistiche ed enogastronomiche e la  qualificazione dei servizi ad alto contenuto tecnologico; di favorire la  ripresa degli investimenti e dei consumi, qualificando le aree urbane ed  evitando l’impoverimento della rete commerciale di prossimità,  attraverso proposte progettuali strategiche; infine di favorire  l’interrelazione tra commercio e turismo, anche religioso, ai fini della  valorizzazione dei prodotti del territorio».

 L’idea progettuale, che come è stato in diverse occasioni ribadito è  stata concepita dal giovane architetto nocese Claudio G. Fusillo, prende  avvio dalla consapevolezza che il territorio di Noci vanta la produzione  di eccellenti materie prime e dispone di uno spazio urbano e  extra‐urbano di inestimabile bellezza, nonché di consolidate eccellenze  nell’ambito ristorativo, produttivo e artistico-culturale. La nostra  rigogliosa campagna ospita storiche masserie, centri di produzione di  materie prime, dalla cui trasformazione derivano prodotti di  riconosciuta qualità, con punte di eccellenza internazionali. Tuttavia,  nonostante le varie iniziative avviate in passato e grazie alle quali ad  oggi la città è ben identificata come “dell’enogastronomia", a seguito  della comprovata necessità di reinterpretare i centri urbani secondo le  logiche della rigenerazione urbana e seguendo gli esempi di città  virtuose che vantano una matura trasformazione in smart city, risulta  quanto mai necessario mettere a sistema tutte le potenzialità del  territorio in maniera coerente e innovativa, attraverso un’accurata  pianificazione e una messa a sistema di tutti gli attori e i cittadini,  affinché siano essi stessi le prime risorse e i fruitori di questo  processo.

 Ad entrare più nel dettaglio del progetto è il Consigliere Comunale con  delega al Centro Storico Anna Maria Gentile: «Il progetto “Noci  Città‐Bottega” nasce proprio dall’intento di pensare al centro storico  di Noci come ad un parco tematico senza finzione, dove il parco è la  città, il tema è quello dell’abitare e si declina in aspetti  insediativi, produttivi e culturali. L’obiettivo è quello di costituire  un sistema tangibile in grado di connettere le realtà locali attraverso  una passeggiata fisica e virtuale che, partendo dai campi e dai luoghi  della produzione, arrivi nel cuore di Noci, dove queste materie prime  vengano lavorate e trasformate dagli artigiani per essere acquistate,  consumate, o utilizzate dal terzo anello, quello dell’imprenditoria, nel  quale il ristoratore, il negoziante, l’albergatore possano a loro volta  offrire il meglio del patrimonio autoctono sia passato che presente,  proiettando così Noci verso il futuro. Il progetto, per propria  vocazione, mira ad attivare un processo virtuoso in grado di migliorare  la vivibilità del centro sia per gli abitanti che per i visitatori, con  particolare attenzione ai tanti giovani che, sempre più costretti a  cercare lavoro lontano da casa, hanno perso interesse nel coltivare il  senso di appartenenza e di comunità verso il proprio paese».

  Noci sorge al centro di un territorio caratterizzato da paesaggi e  architetture religiose noti ed importanti. La sua posizione strategica  ha reso la città una tappa obbligata di antichi pellegrinaggi e ad oggi,  nel pieno del processo di valorizzazione della Puglia, conferma la sua  caratteristica di crocevia, ospitando un numero sempre crescente di  turisti che vi giungono per poi visitare il territorio circostante.

 Tuttavia, ciò che rende davvero unica la città è il suo centro storico.

 In esso ritroviamo l’unicità della gnostra, architettura ecosostenibile  ante litteram, macchina della vita che difende dal caldo torrido e dai  venti freddi, raccoglie l’acqua mettendola a disposizione delle famiglie  che ad essa si affacciano. Questa particolare architettura trova luogo  nelle strade chiuse del centro storico, rappresentando un’antichissima  forma di co‐housing. Le gnostre si innestano sulle vie principali del  centro storico, che invece sono la sede delle antiche botteghe nocesi,  alcune delle quali risultano ancora in attività, raccontando grandi  eccellenze dell’artigianato pugliese.  Questa profonda relazione tra  posizione strategica del territorio, relativa antropizzazione, commercio  e artigianato ha da sempre contraddistinto la città di Noci che,  tuttavia, registra ad oggi una crisi in vari settori, nonché un  abbandono della città da parte di imprese e, soprattutto, dei giovani.

 Per quanto tale tema sia ormai oggetto di studio da anni e venga  considerato tanto una malattia del tessuto urbano quanto della società  stessa, solo adesso, anche attraverso le più moderne considerazioni in  tema di rigenerazione urbana e alle più moderne tecnologie, cominciamo  ad avere gli strumenti per poter combattere questo fenomeno. Nello  specifico, i problemi legati al vivere nel centro storico derivano  dall’impossibilità di poter soddisfare lo stile di vita contemporaneo,  basato su ritmi insostenibili e su un’idea di commercio basata sul  prezzo più basso. L’obiettivo di “Noci città‐bottega” non è quello di  ambire a questi meccanismi, sia perché incompatibili con le risorse a  disposizione, sia perché oggettivamente dannosi per la società, bensì  quello di favorire la nascita di un’alternativa, in cui la qualità della  vita torni ad essere il punto di partenza e di arrivo di ogni  iniziativa.

 La valorizzazione delle attuali botteghe già presenti nel centro  storico incoraggerà infatti la nascita di nuove realtà. Queste ultime  potranno essere supportate sia dal know-how di chi da anni opera nei  vari settori, sia da attività di tutoraggio e di ricezione di  finanziamenti, creando una rete che supporti e metta in luce tutte le  risorse fisiche e umane a disposizione dando vita a Start‐up  intergenerazionali, in cui i giovani ricchi di idee ed entusiasmo  insieme agli adulti radicati nel territorio e ricchi di esperienze  diventino protagonisti del rinnovamento. La nuova linfa così iniettata  favorirà anche la ripopolazione, incoraggiando il ritorno a vivere i  luoghi del commercio e di aggregazione in scala umana, non emulando un  modello estraneo, ma restituendo al centro storico il suo ruolo  originale di cuore pulsante.

 I soggetti convolti dovranno quindi essere sia pubblici che privati,  poiché il comune, le associazioni di categoria e quelle giovanili, i  commercianti, le scuole e gli stessi abitanti del centro storico e non,  dovranno collaborare in stretta connessione per poter avviare questo  processo virtuoso di crescita orizzontale.

 Come si intende realizzare tutto ciò? Senza voler entrare nello  specifico degli interventi programmati, dal momento che vi sarà modo di  approfondire l’argomento, anticipiamo soltanto che certamente vi sarà un  organo di gestione che si occuperà di andare ad analizzare lo stato di  partenza e mappare i locali non utilizzati nel centro città, le attività  al momento attive e la storia e natura delle singole attività  commerciali e dei loro titolari. Seguirà l’istituzione di un  osservatorio permanente del lavoro, che avrà il compito di seguire  l’andamento del DUC e del relativo impatto sull’occupazione e sulla  crescita economica. Ogni tappa vedrà il diretto coinvolgimento della  cittadinanza, attraverso strumenti di partecipazione online e offline.

 Sono previste anche attività formative e di supporto tecnico rivolte ai  commercianti e artigiani. Infine il progetto ci consentirà di dotarci di  una piattaforma con database e App dotata di tecnologia GPS per  localizzare la posizione del cittadino e indicargli la posizione di  botteghe, eventi, installazioni ecc. Inoltre sarà messa in atto una  strategia di marketing per la promozione sui social delle attività del  distretto.

 Il progetto andrà a toccare diversi aspetti: la promozione della  mobilità intermodale, lo sviluppo di una diffusa forma una forma di  rispetto e di appartenenza verso il proprio paese, il recupero della  vocazione contemplativa del centro storico attraverso esposizioni  artistiche, l’abbattimento della distanza tra città e campagna,  produttori e consumatori, la promozione delle produzioni a chilometro  zero in stile slow food e la realizzazione di percorsi culturali inediti  e diffusi.

 Favorevole il parere preventivo della Commissione Sviluppo Economico,  come riportato dal Presidente, il Consigliere Mariano Lippolis: «La  Commissione ha licenziato favorevolmente il provvedimento, ponendo come  prescrizione il massimo coinvolgimento della cittadinanza, anche fuori  dalle forme associative organizzate».

 Diversi sono stati gli interventi da parte dell’opposizione. Il  Consigliere Piero Liuzzi, nel dichiarare voto favorevole da parte sua e  dei colleghi, ha posti un accetto sull’importanza della partecipazione  dei cittadini alle attività che si andranno a mettere in atto, a partire  dalle scuole. Anche il Consigliere Paolo Conforti ha dichiarato il  sostegno del suo gruppo al provvedimento, vista l’importanza che questo  potrebbe avere in un momento di forte crisi economica e fuga dei  giovani, le cui competenze vanno invece valorizzate. Il consigliere  Stanislao Morea, pur favorevole al provvedimento, ha posto l’accento  sull’importanza di rinvenire risorse da investire per garantire  continuità e concretezza ad interventi di tale portata.

 «Ringrazio quanti hanno fino ad oggi hanno lavorato in modo tale da  trovarci qui tutti d’accordo – conclude il Sindaco, Domenico Nisi. –  L’assessore Conforti, la consigliera Gentile, che è stata sul pezzo  bruciando tutte le scadenze. Credo che la volontà unanime rappresentata  stasera dal Consiglio sia un segnale decisamente importante per la  comunità. È stato già sottolineato quanto questo progetto possa essere  importante per la nostra economia, per la nostra memoria storica e per  la riqualificazione del nostro nucleo antico. La vera sfida ora sta nel  ricevere il consenso dei tanti portatori d’interesse diffusi. Oggi noi  approviamo l’Atto costitutivo, ma successivamente ai soggetti fondatori  dovranno affiancarsi tutti coloro, tra operatori commerciali e  artigiani, associazioni di promozione turistica e associazioni dei  consumatori, che vorranno avere parte attiva in questo processo. Quindi  stasera inauguriamo un percorso all’interno del quale dobbiamo metterci  ora il lavoro vero. Ringrazio il Consiglio per aver espresso la volontà  unanime a non perdere quest’occasione. Sono convinto che visioni vadano  inseguite nel presente, perché nel mentre immaginiamo il futuro, finiamo  per non affrontare le difficoltà dell’oggi. Auguro a tutti buon lavoro  per raggiungere quei risultati importanti che tuti quanti ci stiamo  prefiggendo».

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