Ieri sera comizio di ringraziamento di Giuseppe Lovascio a Conversano. Nell'intervista che vi proponiamo integralmente, si parla di sensazioni nel day after, di lavori pubblici da seguire, di proclamazione, telefoni bollenti e anche di Giunta.
COMUNICATO STAMPA
Lovascio: «Impegni concreti e tanto cuore per la nostra Conversano»
Conversano, 26 maggio 2026 – Nel comizio di ringraziamento tenuto questa sera in un anfiteatro gremito, Giuseppe Lovascio, rieletto per la quarta volta sindaco di Conversano, ha ripercorso il lungo cammino che ha portato alla nuova affermazione elettorale, definendolo «un percorso nato da quel 23 gennaio, quando dalle difficoltà sono nati gli stimoli giusti per fare meglio». Ogni riferimento alla caduta della sua amministrazione parrebbe non puramente casuale. Lovascio ha sottolineato come il risultato ottenuto rappresenti «un fatto straordinario», ricordando che tutte le otto liste della coalizione saranno rappresentate in Consiglio comunale, segno di una partecipazione ampia, diffusa e profondamente radicata nella comunità.
Il ringraziamento alla famiglia e alla comunità
Il sindaco ha dedicato parole intense alla propria famiglia: «Devo ringraziare i miei genitori, mia moglie, i miei figli, i miei fratelli, le cognate, i nipoti. Abbiamo avuto la fortuna di essere sempre uniti». Ha poi ricordato i momenti difficili vissuti negli ultimi giorni: «Quando sono stato male ho capito quanto siamo piccoli nell’universo. Dobbiamo provare a vivere la vita nel modo migliore, a goderne e a condividerla con gli altri». Lovascio ha ribadito che la felicità esiste solo se condivisa, e che il compito di chi amministra è «garantire il futuro ai più piccoli con sacrificio, coraggio e spirito di comunità».
La dedica a chi non è stato eletto
Una parte del discorso è stata dedicata a chi non entrerà in Consiglio comunale: «È stato bello vedere tanta gente esibirsi con passione sui palchi. Senza ognuno di loro non sarei stato eletto, e non lo sarebbero stati nemmeno i consiglieri. Proveremo a non perdere nessuno». Lovascio ha ammonito contro il rischio di dimenticare chi ha reso possibile il risultato: «Quando ci si fa prendere dalla pubblica amministrazione, a volte ci si dimentica di chi ci ha consentito di essere lì. Quando c’è passione e anima, bisogna essere grati».
Impegni per la comunità
Il sindaco ha ricordato che «le cose tristi arrivano gratis, quelle belle vanno conquistate con la voglia e con il sacrificio», e ha definito questi due giorni come «fantastici». Da qui la scelta di assumere impegni chiari:
-Essere vicini a chi ha bisogno, con umiltà e capacità di comprendere i momenti di imbarazzo e difficoltà.
- Dare certezze alla comunità, perché «una pace sociale assicura meno delinquenza e più sicurezza».
- Investire sui bambini e sulle scuole, come primo presidio di sicurezza e crescita.
- Sostenere chi investe e crea lavoro, ricordando che «i conti IRPEF mostrano quasi 700.000 euro di addizionale in più nelle casse comunali: significa che c’è più lavoro».
- Rafforzare lo sport, offrendo professionalità e spazi adeguati ai ragazzi.
- Valorizzare la cultura, ricordando che «dobbiamo essere noi i primi ad amare la nostra città».
- Migliorare la raccolta differenziata, puntando a risultati record con il nuovo centro comunale di raccolta, «magari arrivando all’85-90%».
- Essere vicini agli anziani, definiti «attivissimi e preziosi per la città».
- Promuovere teatro e arte, per avvicinare i giovani alla creatività.
Le opere pubbliche e il lavoro da completare
Lovascio ha ribadito l’impegno a portare avanti le grandi opere: «Ferrovie, circonvallazione, spazi storici come San Giuseppe, San Benedetto, il Castello. Ci sono sette parchi da completare, il polo dell’infanzia, l’asilo nido». Ha ricordato che «c’erano tante cose in corso, ci hanno voluto bloccare, ma ora ricominciamo», con un’attenzione particolare anche ad agricoltori e artigiani, «che non devono essere mai lasciati soli».
Dovere, comunità e futuro
Il sindaco ha richiamato un principio fondamentale: «Tutti chiedono diritti, ma io credo che vadano conquistati rispettando i nostri doveri. Voglio che tutti, a partire da me, facciano il proprio dovere». Ha poi espresso il desiderio di ricambiare l’affetto ricevuto: «In queste ore ho ricevuto qualcosa di incredibile. Abbiamo avuto tanti giovani con noi, e questo è un segnale bellissimo».
Il discorso si è chiuso con un invito a vivere la vita con intensità e responsabilità:
«Quando capiremo che è importante affrontare la vita dando il massimo, impareremo che serve non soltanto a vincere le campagne elettorali, ma nella vita in generale».