Il governatore e l'assessore alla salute Donato Pentassuglia si sono confrontati sulle criticità dell'emergenza urgenza
BARI - Più medici, meno accessi
inappropriati, sostegno della tecnologia. In estrema sintesi sono i tre punti
principali del lungo confronto che si è tenuto in Regione tra i direttori dei
Pronto soccorso di tutta la Puglia, il presidente Antonio Decaro e l’assessore
Donato Pentassuglia. Stanza affollata, riunione durata diverse ore. Il
governatore è arrivato in ritardo per la partecipazione al funerale, a
Putignano, di Claudio Salamida, l’operaio morto all’ex Ilva il 12 gennaio.
L’esordio è stato tutto dei medici che si sono prodotti in lunghi e accorati appelli. In sintesi: siamo pochi e stanchi. Il perché è noto ed è
stato riferito dallo stesso Decaro nei giorni scorsi: da un lato mancano i
dottori che vogliano dedicarsi alla medicina d’urgenza; dall’altro lato l’80%
degli accessi (codici bianchi, verdi, azzurri) è inappropriato. Per di più, nel
2025 l’arrivo ai Pronto soccorso è aumentato del 3% rispetto all’anno
precedente. Significa che per molti pazienti, il servizio di emergenza resta l’unico
strumento per avere assistenza. Invece, ha rimarcato Decaro ribadendo concetti
già espressi, occorre rafforzare la sanità territoriale: cioè devono lavorare
meglio i medici di base e le case di comunità (dove ci sono, in attesa di
quelle che verranno). Per le assunzioni
si vedrà quello che si potrà fare, compatibilmente con i vincoli legati al
reclutamento. Poi è arrivato l’invito ai direttori dei Pronto soccorso ad
organizzarsi per disporre una migliore accoglienza: in modo da fornire risposte
alle famiglie in attesa e nello stesso tempo alleggerire la pressione sui
sanitari. Si studierà l’ipotesi di un app o dispositivo tecnologico
equivalente, perché le famiglie vengano informate tempestivamente sulle cure
che il Pronto soccorso sta fornendo al paziente.