Crisi olivicola, la Regione Puglia al lavoro con nuove misure. Tra le principali emergenze il caro gasolio.

Autore Cristina Angiulli | mar, 06 ott 2026 12:00 | 8 viste | Crisi-Olivicola Regione-Puglia Caro-Gasolio Sostegno-Alle-Imprese

Il 12 tavolo con Abi: presto sostegni contro l'aumento dei costi.

Con la crisi olivicola la Regione Puglia è da tempo al lavoro su due fronti importanti. Il primo è quello del caro gasolio e dell’aumento dei costi di produzione, il secondo si lega invece alle misure finanziarie e di sostegno al credito da concordare con l’Associazione bancaria italiana. Il costo del gasolio è fra le principali emergenze. La Puglia è impegnata a mettere nero su bianco le cifre: i distributori registrano 132 milioni di litri di carburante ritirato (dal 1 gennaio al 30 settembre) a fronte di quasi 49mila domande per una media, fra realtà grandi e piccole, di 2.441 litri ad azienda. Sul carburante e sulla maggiorazione dei costi di produzione, tra cui energia, fertilizzanti e concimi, sarà dunque attivata la stima delle risorse da predisporre in tempi ragionevoli. Meno frastagliato, invece, il percorso che porta alla definizione di interventi finanziari di supporto delle imprese. «Abbiamo fissato per il giorno 12 - annuncia l’assessore Paolicelli - un tavolo regionale proprio con Abi nazionale, così come richiesto dalle associazioni agricole e, in particolare, da Coldiretti. Discuteremo di misure concrete per consentire alle aziende di respirare in questo frangente così complesso». Sul tavolo, nello specifico, le proposte di sospensione delle rate dei mutui tramite moratoria bancaria, le linee di credito straordinarie per l’anticipo della campagna 2026-2027 e il pegno rotativo. Quest’ultimo consentirebbe ai frantoi di utilizzare olio extravergine di oliva stoccato come garanzia reale per ottenere linee di credito a breve termine dagli istituti. E, man mano che l’olio viene venduto, l’azienda ripagherà le quote di finanziamento potendo sostituire il prodotto di garanzia con l’olio della nuova molitura. In tutto questo, rimangono poi in piedi i provvedimenti che sono stati al centro della Commissione politiche agricole del 22 settembre a Bari e dei successivi tavoli interministeriali. In particolare, la cambiale agraria su cui si lavora per definirne i criteri, cercando contemporaneamente di tutelare le esigenze di cooperative e frantoi industriali nonché dei frantoi agricoli. Con la speranza di poter aumentare lo stanziamento iniziale di 40 milioni. 

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