I sindaci di Mola, Noicattaro e Triggiano replicano alle controdeduzioni di Anas e ribadiscono il "no" ad Alternativa 3

Autore Domenico Dicarlo | mar, 21 apr 2026 12:41 | 173 viste | Variante-Ss-16

Colonna, Innamorato e Toscano scrivono al Mase

Le amministrazioni comunali di Triggiano, Noicattaro e Mola di Bari, Toscano, Innamorato e Colonna dicono no al progetto Anas della variante alla Ss16, nella versione chiamata “Alternativa 3”. Un’opera definita strategica dagli stessi Comuni, che però – così com’è progettata – viene giudicata irragionevole, sovradimensionata e insostenibile. Secondo i tre sindaci, le integrazioni presentate da Anas dopo le richieste del MASE non risolvono le criticità: anzi, confermano rischi ambientali, sanitari e idrogeologici.  Il primo nodo è quello dei costi: dai 250 milioni previsti nel 2016, il progetto è arrivato a superare i 900 milioni di euro, con un costo al chilometro tra i più alti d’Italia. Una lievitazione che, secondo i Comuni, rende l’opera non giustificabile. Sul fronte ambientale, le nuove carte ANAS si basano su monitoraggi svolti solo a dicembre, rilevando 23 specie faunistiche. Ma gli studi indipendenti parlano di oltre 50 specie, molte migratrici e protette. La variante attraverserebbe le lame di Giotta e San Giorgio, corridoi ecologici fondamentali, con un consumo di suolo di quasi 76mila metri quadrati e rischi di frammentazione degli habitat. Non valutato – denunciano i Comuni – neppure il rischio di diffusione della Xylella, favorito dal traffico veicolare. Per Mola di Bari, il tracciato rappresenta un ulteriore elemento critico: lo svincolo previsto a ridosso dell’abitato comporterebbe nuove barriere infrastrutturali e l’abbandono di lunghi tratti dell’attuale SS16, che ricadrebbero in gestione al Comune con costi elevati e nessuna utilità reale. Mola segnala inoltre l’impatto sul paesaggio rurale dei Capodieci e sulle aree agricole di pregio, già oggi frammentate e vulnerabili. Sul piano idrogeologico, preoccupa lo scarico delle acque meteoriche nel sottosuolo carsico, con possibili contaminazioni della falda.  E anche la qualità dell’aria presenta criticità: ANAS ammette un superamento dei limiti di NO₂ in almeno un recettore abitato. C’è poi il tema del paesaggio e dell’archeologia: la variante lambirebbe il sito di Giannavella, dove sono emersi reperti dall’età protostorica al Medioevo. Per gli esperti, il rischio è la perdita irreversibile di un patrimonio unico. I Comuni propongono un’alternativa: il progetto dell’ingegner Marco Martens, che prevede l’allargamento in sede dell’attuale SS16 e un nuovo tracciato parallelo alla ferrovia, riducendo consumo di suolo e impatti ambientali. Il tratto tra Torre a Mare e Mola, invece, rimarrebbe invariato (in tempi non sospetti, il sindaco Colonna aveva più volte parlato di "Opzione zero"). Alla luce di tutte queste criticità, le tre amministrazioni chiedono al MASE di sospendere l’iter autorizzativo o esprimere parere negativo sull’Alternativa 3.  La decisione finale ora passa al Ministero. 

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