Riviviamo gli otto giorni d'oro del centrocampista biancoverde: dal Sorrento alla Salernitana, passando per rinnovo e San Valentino...
Esiste la “Fashion week” di Milano, c’è la “Settimana del turismo”, ci sono sagre, feste patronali che durano una settimana e che portano il nome della “Settimana del…”. Bene, in casa Scipioni quella dal 14 al 22 febbraio diventerà “La settimana di Lele”, perché, se un giorno dovesse mai accadere che il numero 21 dovesse spiccare il volo verso altre categorie, segnatevi queste date. Aveva cominciato il giorno di San Valentino uccellando il Sorrento di testa. Poi, nel post partita, quello che poteva tranquillamente diventare un meme, cioè “Inter-Juventus? No, grazie…Ho altri programmi”. Era, per l’appunto, San Valentino. Pochi giorni dopo la società ufficializza il suo rinnovo del contratto (in scadenza a giugno) sino al 30 giugno 2028. Già questo, basta e avanza per rendere speciali i giorni trascorsi. Quando è il tuo momento, però, bisogna sfruttarlo fino in fondo. Insomma, carpe diem. E allora che fa Emanuele “Lele” Scipioni? La fa davvero grossa, perché, nel giorno della prima vittoria del Monopoli a Salerno, decide di metterci lo zampino invece che la “cabeza” come contro Crotone e Sorrento e, dopo un anticipo di Manzi in versione “Full metal jacket” dopo la recente rasatura, prende il pallone, fa un tunnel all’avversario di quelli che in terza categoria è meglio che chiami subito l’ambulanza ancor prima che sia finita l’azione, e… boom. Tiro da centrocampo (anzi, 50 centimetri prima della linea) con una traiettoria che in “Holly e Benji” ci avrebbero campato almeno cinque-sei puntate, e palla in rete. Ora, immaginate un programma tipo “Sfide”: nell’ordine ci sarebbero le sensazioni di Scipioni, di Colombo, di Donnarumma e pure di Calcagni, che pare abbia trascorso una notte da incubo risvegliandosi a tratti e urlando “Dammela Lele, sto sovrapponendo”. Se qualcuno dovesse pensare a una della fatiche più inutili che si possa fare nella vita, ricordatevi della sovrapposizione di Calcagni. Che poi, nel post partita, Scipioni ha candidamente ammesso che, in settimana, il preparatore dei portieri «Ciccio Monaco ci aveva avvisati, spiegandoci che Donnarumma è spesso molto fuori dai pali». Tutti, davanti alla tv o allo stadio, hanno seguito la traiettoria vincente sullo stile di “Sfide”, tranne lui: «Dopo aver tirato, sono caduto e, quando ho rialzato gli occhi, ho visto il pallone entrare e sono esploso». Insomma, materiale per una puntata di Sfide ce n’è abbastanza. Ovviamente con Calcagni in sovrapposizione.