Nord Barese: sequestro di beni per oltre 300 mila euro a presunto boss

Autore Redazione Canale 7 | Thu, 24 Nov 2022 10:08 | 228 viste | Terlizzi Bari Carabinieri Sequestro-Beni Cronaca

Il valore del patrimonio sottratto è stimato in oltre 300mila euro, composto da una villa lussuosa, un deposito ed un fondo rustico.

BARI - Questa mattina giovedì 24 novembre i Carabinieri del Comado Provinciale hanno eseguito un decreto di sequestro di prevenzione finalizzato alla confisca, emesso dal Tribunale Sezione Misure di Prevenzione di Bari (Presidente dott.ssa Giulia Romanazzi) su richiesta della Procura della Repubblica di Bari - Direzione Distrettuale Antimafia, a carico di De Sario Giambattista, indagato per aver promosso e diretto un’associazione per delinquere finalizzata al traffico di sostanze stupefacenti operante su Terlizzi e zone limitrofe. 

Secondo l’impostazione accusatoria, l’associazione gestiva in modo monopolistico la piazza di spaccio di Terlizzi e per tali reati, De Sario Giambattista, ritenuto al vertice del clan Dello Russo, è stato recentemente condannato in primo grado dal Gip/Gup presso il Tribunale di Bari a 20 anni di reclusione. 

Il valore del patrimonio sottratto alla disponibilità dell’interessato e della sua famiglia è stimato in oltre 300mila euro, composto da una villa lussuosa, un deposito ed un fondo rustico.

L’odierno provvedimento emesso dal Tribunale - Sezione Misure di Prevenzione di Bari, accoglie la proposta della DDA della Procura della Repubblica di Bari, formulata sulla base degli accertamenti patrimoniali effettuati dalla Sezione specializzata del Nucleo Investigativo dei Carabinieri di Bari (fatta salva la valutazione nelle fasi successive con il contributo della difesa) che hanno ricostruito sia la carriera criminale del proposto sia gli introiti dell’intero nucleo familiare, fornendo un corposo quadro indiziario in ordine all’illecita provenienza della sua ricchezza, accumulata negli ultimi 20 anni e che costituirebbe il compendio del traffico di droga.

L’importante risultato odierno - frutto della collaborazione tra la magistratura e le componenti investigative - rappresenta un’ulteriore conferma che la criminalità organizzata va contrastata non solo attraverso un’assidua opera di prevenzione e di repressione, ma anche attraverso attente e scrupolose indagini di natura finanziaria e patrimoniale, preziosi strumenti attraverso i quali vanno combattute le nuove, e più subdole, forme di manifestazione delle mafie.

 

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