Scoperta auto di un imprenditore con pass disabili falso

Autore Redazione Canale 7 | lun, 11 nov 2019 | 119 viste | Monopoli Polizia-Locale Falso Cronaca

A scoprirlo sono stati gli agenti della Polizia Locale. È partita la segnalazione all’autorità giudiziaria.

L'Amministrazione Comune di Monopoli si è sempre dimostrata attenta alla tutela degli utenti deboli della strada, in particolare delle persona con ridotte capacità di deambulare, dotandosi anche di un apposito disciplinare per le soste dei veicoli. Proprio per favorire la libera fruizione degli spazi pubblici da parte degli utenti con difficoltà motorie, anche nelle aree ove vige la sosta a pagamento, l'Amministrazione Comunale ha inteso favorire la circolazione dei veicoli al loro servizio, esercitando la facoltà di non fare pagare il ticket con la semplice esposizione del contrassegno. Un'iniziativa meritoria, che ha trovato il plauso delle varie associazioni che rappresentano in città le persone diversamente abili. Dal canto suo, la Polizia Locale è sempre molto attenta nel controllo delle aree di sosta dedicate ai disabili e non solo: sono oltre mille le sanzioni elevate nei primi nove mesi dell'anno per soste irregolari sui marciapiedi, sugli scivoli, sulle fermate dei bus, sulle piste ciclabili, ad esclusiva tutela degli utenti deboli.

Nei giorni scorsi, in un controllo di routine, finalizzato a sanzionare le soste in aree dedicate ai disabili, la pattuglia territoriale si è imbattuta in un contrassegno per disabili, all'apparenza valido. All'occhio allenato dei due agenti, tuttavia, non sono sfuggiti alcuni particolari del pass, non identificabili dai più, che lasciavano qualche dubbio sull'autenticità del titolo esposto sul parabrezza del veicolo, parcheggiato in Piazza Manzoni, in zona di sosta a pagamento. Fatta la visura della proprietà del mezzo, gli agenti si sono accorti che l'auto era intestata alla figlia di un imprenditore della zona. Raggiunto l'imprenditore, prima negava di avere la disponibilità del mezzo: quando gli agenti gli hanno fatto intendere che avrebbero provveduto al sequestro del veicolo in attesa dell'arrivo del proprietario, l'imprenditore, dopo le rimostranze di rito, ha consegnato agli agenti il contrassegno che da un controllo più attento è risultato evidentemente falso, nonostante fosse stato molto ben riprodotto, a colori e con l'ologramma e il timbro del Comune di Monopoli, Area Polizia Locale.

Con una recente sentenza la Corte di Cassazione ha affermato che la “mera esposizione del contrassegno per invalidi falso sul parabrezza dell’autovettura integra il delitto di uso di atto falso, anche se il mezzo risulti parcheggiato in area di sosta a pagamento, delimitata da strisce blu”.

, ricorda che l’art. 489 del codice penale disciplina il reato di uso di atto falso, prevedendo le stesse sanzioni indicate dagli artt. 476, 477 e 478 c.p. per chi, senza essere concorso nella falsificazione di un atto operata da un privato, faccia uso di tale documento. Tale norma è posta a presidio non solo della fiducia della collettività nella genuinità dei documenti, ma anche della funzione e dello scopo tipico dell’atto su cui ricade l’attività illecita e punisce chi si avvale di un documento artefatto, rappresentandosi e volendo usarlo come se fosse veritiero e genuino.

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