Pura defluit: una brutta storia di mazzette e corruzione

Autore Redazione Canale 7 | gio, 13 lug 2017 | 1431 viste | Procura-Di-Bari Cc-Bari Gdf-Bari Cronaca
Un vero e proprio terremoto giudiziario nel barese con gli undici arresti di ieri per corruzione e turbativa negli appalti pubblici. Gli inquirenti evidenziano il ruolo sempre più frequente di faccendieri defiiniti "facilitatori"


Una brutta storia di mazzette e corruzione quella scoperta nel barese da Carabinieri e Guardia di Finanza, sotto il coordinamento della Procura del capoluogo  nell’operazione denominata  “Pura Defluit” che ha portato all'arresto di 11 persone , 2 in carcere, 9 ai domiciliari  e un obbligo di dimora, per presunte tangenti in cambio di appalti. Gli inquirenti hanno trovato divisi  'in mazzette', circa 300 mila euro in contanti, scovati nella disponibilità dell'imprenditore albanese, Bertin Salakku, residente ad Altamura, finito in carcere per corruzione. Sempre agli arresti in carcere è finito il vice-segretario cittadino del Pd Roberto Ottorino Tisci. La Guardia di Finanza, oltre all’esecuzione delle ordinanze cautelari ha eseguito  perquisizioni domiciliari a casa di alcuni indagati e dei loro parenti, uffici pubblici (quelli regionali) e aziendali, per presunte corruzioni e alterazione delle procedure di affidamento di opere pubbliche nel settore degli appalti che hanno interessato i comuni di Acquaviva delle Fonti, Altamura e Castellana Grotte. Le intercettazioni ambientali, telefoniche e video, avrebbero ricostruito cinque appalti truccati. La ristrutturazione del teatro comunale di Acquaviva delle Fonti, per oltre 3 milioni di euro di fondi regionali, la progettazione e i successivi lavori per il depuratore di Acquaviva, i lavori di manutenzione della scuola media Viterbo di Castellana Grotte. Per questa vicenda il dirigente comunale Giuseppe Cisternino, che avrebbe intascato una tangente di 6mila euro, è finito ai domiciliari e per i lavori al depuratore di Altamura,  Giacinto Forte, sindaco del comune murgiano, è finito anch’egli ai domiciliari. Gli inquirenti hanno spiegato ieri in Procura quanto sempre più numerosi siano gli episodi di corruzione, caratterizzati da figure di faccendieri e manovratori, tra enti pubblici, mondo della politica e degli affari, definiti “facilitatori”.


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