Nuovo ospedale Monopoli-Fasano: arriva il getto del primo solaio

Autore Redazione Canale 7 | Thu, 05 Dec 2019 | 262 viste | Monopoli Fasano Nuovo-Ospedale Solaio Fabiano-Amati

Nuovo report sui lavori del consigliere regionale Fabiano Amati

MONOPOLI - «I lavori per la costruzione del Nuovo Ospedale Monopoli-Fasano procedono come da cronoprogramma. Dall’avvio dei lavori al 30 novembre 2019 sono trascorsi 354 giorni, pari al 35,4% del tempo di durata complessivo, stimato in 1000 giorni. Ne mancano, dunque, 646 alla fine. Lo stato di avanzamento delle opere conferma che tutto procede secondo i tempi e senza intoppi. L’avvio dei getti del primo impalcato dei blocchi Polo Tecnologico (comprensivo di Isola ecologica) e NH1, avvenuto oggi, 5 dicembre, è la dimostrazione che impegno, determinazione, entusiasmo e sostegno costante nei confronti di tutti gli operai e i tecnici impegnati nella realizzazione dell’opera portano a risultati concreti». Lo comunica il presidente della Commissione regionale Bilancio, Fabiano Amati, commentando l’andamento dei lavori a fine novembre.

«Per quanto concerne le opere strutturali, sono terminate le attività di scavo – spiega Amati -. Risultano eseguite e quasi completate le attività di getto dei magroni di fondazione, posa delle guaine pregetto ed armatura delle fondazioni per quanto riguarda le strutture fondali basse (ovvero per le parti del building per cui è previsto un livello interrato). Le stesse risultano già gettate per oltre il 50%. Sono state avviate le attività di: getto di pilastri nei blocchi PT, NH1; getto di setti e muri controterra nei blocchi NH1. Nel mese di novembre sono state avviate le attività di: getto delle strutture fondali nei blocchi NH2, NH5 e NH6; getto di pilastri nei blocchi NH1 e NH2; getto di setti e muri controterra nei blocchi NH1 e NH2. Risultano pagati tre Stati Avanzamento Lavori (SAL), per un totale di 7.247.886,57 euro, pari al 9,89% dell’importo complessivo (73.263.878,28 euro). Quella del Nuovo Ospedale Monopoli-Fasano è una lunga battaglia, combattuta per diversi anni per dare a un’area intermedia tra Bari e Brindisi un ospedale per curare le malattie tempo-dipendenti o di alta complessità, che si materializza con l’edificio che emerge dalle viscere della terra. Sarà la risposta concreta alla condizione attuale – conclude Amati – nella quale ospedali affollati e una rete territoriale in fase di organizzazione sono insufficienti a colmare la domanda di salute dei cittadini».

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