Non solo l’8 marzo. Una riflessione su diritti, discriminazioni di genere e violenza a Bari nella Giornata internazionale della donna 2017

Autore Gianni Catucci | mer, 08 mar 2017 | 647 viste | Uniba Giornata-Della-Donna Bari

Presso l’aula magna Aldo Moro oggi . A precedere il dibattito la proiezione del film “7 minuti”


( Da cominicato)  - “Non solo l’8 marzo. Diritti in 7 minuti” è il titolo dell’iniziativa promossa a Bari in occasione della Giornata internazionale della donna. L’iniziativa, inizialmente programmata in altra sede, per il numero di adesioni e presenze si è svolta oggi presso l’Aula Aldo Moro dell’Università degli Studi di Bari. A promuovere l’incontro la Cgil Puglia, la Camera del Lavoro di Bari, la Federazione Lavoratori della Conoscenza regionale, la Rete della Conoscenza, il coordinamento universitario di LINK e l’Unione degli Studenti.

 

Nella giornata in cui un cartello di associazioni a livello globale ha indetto manifestazioni e scioperi – dall’America all’Europa – la Cgil e le associazioni studentesche proveranno a riflettere sulle diseguaglianze e su come povertà e precarietà non aiutano le donne a sottrarsi dalla violenza. Spunto del dibattito la proiezione del fil “7 Minuti” (da cui il titolo dell’iniziativa) un film uscito in sala a novembre scorso che racconta l’incertezza di alcune lavoratrici di un’azienda tessile – donne, madri, figlie – di fronte alla richiesta dei proprietari dell’azienda tessile di cui sono dipendenti di ridurre di sette minuti la pausa pranzo. Al consiglio di fabbrica la responsabilità di decidere per tutte se accettare il diktat, con uno sviluppo del dibattito acceso che farà emergere storie e speranze di vite tra loro diverse.

 

In una terra dove l’occupazione femminile è ferma al 30 per cento e dove ancora in alcuni settore – in primis quello agricolo e nei servizi – persistono differenze salariali di genere, e a fronte della crescente precarietà che colpisce le donne che scelgono la maternità, costrette nel 50% dei casi a lasciare il proprio lavoro. Riteniamo importante che nel nostro Paese alla generale mobilitazione contro la violenza si affianchi la rivendicazione di un’effettiva parità di genere, in un momento in cui l’attacco ai diritti del lavoro e di cittadinanza vede soccombere soprattutto le donne sul piano del salario e del ruolo sociale. Mentre vengono tagliati i servizi, il lavoro di cura rimane prepotentementesullespalle delle donne, ostacolandone la piena realizzazione professionale e sociale.

 



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