Monopoli: l'analisi del "grande ribaltone"

Autore Domenico Dicarlo | lun, 02 set 2019 | 921 viste | Monopoli-1966 Mercato Scienza

Il ritorno di Scienza, l'addio di Roselli, il mercato. Il nostro punto a poche ore dalla conclusione della sessione estiva

Non era difficile prevederlo: avevamo parlato di giornata caldissima per il Monopoli e così è stato. Alla fine rivoluzione totale, a partire dalla panchina, e cinque nuovi innesti. Poi, sarà il campo, come sempre, l’unico vero arbitro. Partiamo dalla panchina: via Giorgio Roselli, torna Beppe Scienza. Fatale, al tecnico genovese d’adozione, la sconfitta di Pagani ma soprattutto la gestione del match, oltre alle dichiarazioni post partita che hanno creato ulteriori perplessità. Si chiude dopo appena due partite l’avventura di Roselli, che rimarrà nella storia come l’unico tecnico  della storia biancoverde ad aver utilizzato tutti i moduli possibili in appena due partite. Certo, con l’alibi di un parco under che non gli garantiva la giusta copertura in tutti i ruoli, ma tant’è…. Ora la palla passa (torna) a Beppe Scienza. Un ritorno inatteso sino a 24 ore fa, ma Milano, evidentemente, fa miracoli (con la m minuscola). Dimenticate le incomprensioni estive, gli accordi saltati all’ultimo istante, gli stracci lanciati virtualmente, le dichiarazioni, la mancanza di strutture d’allenamento (richieste a gran voce dal tecnico) ecc ecc. Bene così, per carità, se serve a ripartire nell’anno del record di abbonamenti e della fiducia incondizionata dei tifosi, oltre che  per rivedere Donnarumma scorazzare sulla fascia piuttosto che impantanarsi in mezzo al campo come un mediano qualsiasi.  A proposito, parere strettamente personale: il migliore acquisto è proprio la conferma dell’esterno napoletano, sempre che , ma non abbiamo dubbi, torni vicino alla linea laterale…Ora, come detto, la parola passa al campo. Nell’ultimo giorno di mercato la rosa viene rimpinguata dagli arrivi di Moreo dal Cosenza, di Piccinni dal Potenza (dopo anni di corteggiamenti reciproci), di Jefferson (vecchio pallino del tecnico piemontese), del giovane portiere Milli dal Lecce e di Maestrelli, nipote d’arte ma difensore poliedrico. Ceduti Zampa al Rieti, Carannante torna al Parma (che lo cederà alla Pianese), Maistrello alla Fermana. Resta Mendicino, che rifiuta almeno tre destinazioni, da verificare come verrà gestito il minutaggio (di movimento è arrivato solo Maestrelli) e un parco attaccanti decisamente numeroso. Ma, ipotizziamo che per qualche partita si decida di rinunciare al minutaggio: Menegatti; Ferrara (Pecorini), De Franco, Mercadante; Rota, Giorno(Carriero), Piccinni, Triarico, Donnarumma; Moreo (Jefferson), Fella (Cuppone, Mendicino, Salvemini, ecc). Sembrerebbe bastare per un discreto campionato. Scopriremo presto, ad ogni modo, quanto sarà “spinto” il minutaggio. Per tutto il resto, parlerà il campo. Unico vero arbitro di una partita tutta da giocare


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