Il PD di Monopoli contrario all'idea progettuale sull'area ex cementificio.

Autore Redazione Canale 7 | lun, 29 mag 2017 | 979 viste | Monopoli Partito-Democratico Solemare

Il contentuto in un comunicato stampa dei piddini monopolitani

( Da comunicato) - PD: Il progetto di Capdevilla non basta

E non certo per demeriti del bravo architetto spagnolo e dalla sua equipe. Anzi, la Solemare srl è dovuta andare a pescare un genio dell’architettura mondiale per far credere ai cittadini che il destino di Monopoli non rischia di essere per sempre compromesso dall’inadeguatezza dell’attuale amministrazione nel pianificare il futuro di questa città. E così ci ritroviamo sulle prime pagine dei settimanali locali un fantastico progetto, pieno di verde, di rambles, con piazza e passeggio sul mare. Ma davvero ci credono così stupidi? Davvero si crede di risolvere il destino del porto e della città con un bellissimo, ma altrettanto banale tentativo di riqualificazione urbana?

Che fine ha fatto il PUG?

L’idea originaria del PUG era quella di destinare le aree ricomprese a valle di via Nazario Sauro, liberate dall’ex cementificio, alle strutture e attrezzature direttamente connesse con l’efficienza del sistema portuale monopolitano. La speranza era quella di pensare un sistema portuale che nel suo insieme restituisse le ambizioni di una città che immaginava il suo futuro, legandolo indissolubilmente al porto turistico, al porto commerciale e alla nuova cantieristica. Difficile conciliare queste prospettive quando i diritti edificatori aumentano a dismisura, passando da circa 13 mila mq (di cui solo 4 mila residenziale) a oltre 50 mila, solo aggiungendo due parole in un articolo delle norme tecniche e si spalmano in maniera indistinta su tutta l’area interessata dal progetto, confondendo parte privata e parte pubblica. Nel progetto di Capdevila non si riconosce la parte pubblica, non si intravede l’interesse collettivo, ma tutto è subordinato alla bellezza e funzionalità della parte privata.

UNA QUALITÀ AL SERVIZIO DI POCHI

Certo ci sono le strade, c’è il verde, alcuni spazi pubblici. Ma tutto sembra far da contorno agli edifici privati, come una pertinenza estetica. È tramontata ogni ambizione, si è smarrita la concezione originaria del piano urbanistico, abbiamo sacrificato ogni tentativo di restituire ai monopolitani un pezzo di città per molti anni precluso. È pure tramontata miseramente l’idea di una nuova cantieristica, naufragata tra diatribe, commi e articoli illeggibili l’ipotesi di un porto turistico, svilendo il disegno iniziale di un contesto portuale che globalmente trasformasse la città lanciandola nel futuro.

Il Partito Democratico si oppone fermamente alla bellezza senza essenza. Si può fare di più, si può fare meglio, molto meglio, per una città che vuole sfruttare davvero un’occasione unica. 

 

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