Coronavirus Monopoli - Il sindaco Annese preoccupato sull'impennata dei contagi

Autore Redazione Canale 7 | Thu, 26 Mar 2020 | 1368 viste | Coronavirus Monopoli Sindaco-Annese Attualità

Il primo cittadino di Monopoli stasera dal suo profilo Facebook esprime preoccupazione sulla nuova impennata dei contagi e parla dello stato di salute delle due signore contagiate. 

" Buonasera miei cari concittadini,

eccomi qui questa sera per il nostro aggiornamento quotidiano.

I dati di oggi che ho sentito durante la conferenza stampa della protezione civile mi hanno destabilizzato.

Sono davvero preoccupato, avevano registrato un trend calante negli ultimi 3 giorni, oggi invece vi è nuovamente un’impennata: ci sono stati nelle ultime 24 ore 4492 casi in più (ieri erano 3491).

Il dato preoccupante è purtroppo la percentuale di medici e operatori sanitari ammalati.

Purtroppo chi dovrebbe essere preservato non lo è affatto.

L’iniziativa lanciata ieri de “La spesa sospesa” ha avuto un riscontro forte, forse più grande di ciò che pensavo.

Grazie a tutti per la collaborazione e la condivisione, non vi nascondo che sono più sereno adesso perché so che insieme potremo aiutare molte più persone.

Oggi mi hanno girato un dossier della rivista “Biblioteche oggi” del numero di marzo che si occupa de “La Rendella” di Monopoli.

Non ho potuto non pensare alle sale piene di studenti, agli eventi, alla sala dei bambini, al nuovo music lab, ho pensato a tutti i contenitori culturali, al radar, ai cinema, ho pensato a quanto ormai fanno parte della nostra quotidianità e a quanto oggi ci mancano.

Non vedo l’ora che tutto torni alla normalità per restituirvi tutto questo.

Ho sentito poi i parenti delle nostre due concittadine affette da coronavirus, a parte le condizioni che per la signora più giovane sono grazie a Dio stazionarie e con buone prospettive mentre per la signora un po’ più grande le condizioni sono un po’ più difficili, quello che rileva in questa situazione per chi si ammala di coronavirus è la SOLITUDINE.

La solitudine che porta i pazienti a vivere da soli questo calvario della malattia e i parenti inermi ad attendere l’unica telefonata della sera con i medici.

Leggo, ogni volta che le sento, nelle loro parole una tristezza che si fissa nel cuore e che mi lascia tanta angoscia.

A loro e ai loro pazienti, come sempre, va il mio e il nostro in bocca al lupo.

Vi lascio poi con una riflessione personale.

Oggi il mio piccolo campione compie un anno, è stato un compleanno diverso, l’abbiamo vissuto noi quattro, insieme e per lui quella è la felicità!

Dovremmo prendere spunto dai piccoli e sinceramente penso che questa esperienza ci farà tutti tornare un po’ bambini.

Torneremo a stupirci per tutto quello che davamo per scontato, una passeggiata al sole, un caffè al

bar, un tuffo al mare...sarà bellissimo tornare alla nostra vita, e lo faremo terribilmente felici, come i bambini! "

 

 

 

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