Coronavirus- CIA Puglia: Settori lattiero- caseari e florovivaistico in ginocchio

Autore Redazione Canale 7 | Fri, 20 Mar 2020 | 389 viste | Coronavirus Cia Puglia Crisi Agricoltura Attualità

Settori lattiero caseario e floroviaistico in grave crisi. Rischiano il collasso a causa dell’emergenza sanitaria in corso. A denunciarlo è CIA Puglia

In tutta la Puglia, a causa dell’emergenza Coronavirus, il settore lattiero caseario e quello florovivaistico stanno affrontando una crisi senza precedenti. A denunciarlo è CIA regionale, Confederazione Italiana Agricoltori della Puglia. “Il lattiero-caseario, anche volendo, non può fermarsi- scrive la CIA di Puglia -  le vacche devono essere nutrite ogni giorno, ridurre la produzione semplicemente non è possibile, così come è impossibile ridurre le razioni per l’alimentazione degli animali poiché significherebbe fare ammalare il bestiame e aggiungere emergenza a emergenza. Il comparto lattiero-caseario pugliese conta oltre 2mila aziende con vacche e bufale, circa 3mila con ovini e caprini da latte. Il patrimonio zootecnico regionale conta circa 70 mila capi.  La zootecnia in Puglia rappresenta una grande realtà economica, espressa anche dai 3.500.000 quintali di latte bovino prodotti. Il fatturato medio complessivo si aggira intorno ai 220 milioni di euro. Bisogna intervenire subito a livello nazionale e regionale – sottolinea Cia Puglia - per fare in modo che il latte prodotto in questo periodo venga prontamente utilizzato dai caseifici presenti sul territorio”.  L’altro settore più colpito, secondo la CIA,  è quello del florovivaismo.  Non si vendono più né fiori né piante, perché tutto è bloccato, anche le cerimonie e le ricorrenze, vale a dire le occasioni in cui normalmente si vendono più fiori. Peraltro la produzione del comparto è rappresentata da prodotti deperibili. Il comparto è al collasso con il rischio del fallimento. La stragrande maggioranza delle aziende ha la produzione invenduta, con destinazione macero. Per questo comparto non sono previsti aiuti economici, per cui occorrono risorse economiche dirette per ristorare i produttori delle produzioni perse fino alla fine dell’emergenza. Nel frattempo, sarà necessario progettare dei piani di distretto che facciano risorgere il comparto, a partire da ricerca e sperimentazione, promozione del prodotto nazionale.

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