Bari - Scambio di armi in un’area di servizio. Due arresti

Autore Redazione Canale 7 | Fri, 07 Feb 2020 | 322 viste | Bari Carabinieri Armi Arresti

Sulla tangenziale del capoluogo scambio di armi tra due albanesi. Sequestrate 5 pistole clandestine e 85 munizioni. Entrambi arrestati dai carabineri.

 

I Carabinieri del Nucleo Operativo della Compagnia di Bari Centro, impegnati nei servizi di prevenzione e repressione dei reati predatori lungo le principali arterie stradali, presso un’area di servizio dislocata lungo la circonvallazione della città, hanno arrestato in flagranza A.A. 35enne albanese  per detenzione e porto illegale di armi clandestine e munizioni e, il giorno successivo, H.E. 31enne, albanese,  in esecuzione ad un decreto di fermo di indiziato di delitto.

In particolare, ai militari non è sfuggito l’atteggiamento sospetto di una persona in attesa, successivamente identificata in H.R., la quale, dopo essere stata raggiunta da A.A. ed aver scambiato con quest’ultimo alcune parole, si è recata presso un pullman parcheggiato nell’area di servizio, dal quale ha prelevato un pacco che ha poi riposto su uno scooter. A.A. si è quindi allontanato a bordo della propria autovettura  con la quale, poco prima, era giunto sul posto, venendo bloccato dai militari operanti, mentre, dopo un inseguimento venivano perse le tracce dell’altro uomo che, scappando a bordo dello scooter, si era liberato della busta risultata contenere 5 pistole clandestine marca Clock, mod. 17, cal. 9 X 17,  e 85 munizioni.

A.A, su disposizione della Procura della Repubblica di Bari, è stato quindi accompagnato presso la locale Casa Circondariale, mentre le armi sono state sottoposte a sequestro, anche al fine di verificare se sono state utilizzate in eventi delittuosi.

Le immediate indagini svolte dai militari operanti hanno consentito di identificare il fuggitivo in H.R.  e di sottoporlo, il giorno successivo,  ad un fermo di indiziato di delitto, per concorso negli stessi reati, emesso dalla stessa Procura della Repubblica che ha coordinato le indagini. 

Tale fermo è stato poi convalidato dal Tribunale di Bari che ha confermato la misura della custodia cautelare in carcere.

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