Oria (Br): sgominata una banda di presunti ladri di auto

Autore Redazione Canale 7 | mar, 19 giu 2018 | 752 viste | Oria Carabinieri Furti Auto Cronaca

Operava estorsioni con la tecnica del “cavallo di ritorno”. Ad operare i Carabinieri della Compagnia di Francavilla Fontana.

’indagine portata a termine alle prime luci dell’alba di oggi 19 giugno 2018, a Oria (BR), dai Carabinieri della Compagnia di Francavilla Fontana (BR), collaborati dai commilitoni del Comando Provinciale di Brindisi, è l’ennesima riprova di quanto sia fondamentale il ruolo svolto dalle Stazioni Carabinieri su tutto il territorio nazionale. Si tratta di un reticolo di 5.377 presidi dell’Istituzione capillarmente diffusi ognidove in Italia, che, come a Oria, rappresentano i capisaldi dello Stato anche nelle località più remote e permettono di avere delle sempre vigili antenne a tutela dei cittadini. Ed è proprio grazie alla profonda coscienza informativa e alla radicata conoscenza del territorio da parte dei Carabinieri della Stazione di Oria che nasce quest’indagine che ha portato all’esecuzione dell’odierna ordinanza di custodia cautelare, rispettivamente in carcere e ai domiciliari, emessa dal GIP del Tribunale di Brindisi su richiesta della locale Procura della Repubblica, concordante con le risultanze investigative di quell’Arma, nei confronti di 11 persone (7 ristrette in carcere, 3 agli arresti domiciliari e una all’obbligo di dimora), ritenute responsabili di associazione per delinquere finalizzata alla commissione di estorsioni, furti in abitazione e furti di auto-motoveicoli, nonché ricettazione dei relativi pezzi di ricambio, commessi fra il febbraio 2017 e il marzo 2018 a cavallo delle province di Brindisi, Lecce e Taranto.

e indagini, avviate nel marzo del 2017 (a seguito della denuncia di un tentato furto di autovettura da parte di un cittadino del luogo che aveva trovato la propria Alfa Romeo Giulietta con il nottolino della portiera lato passeggero forzato) e condotte esclusivamente dai Carabinieri della Stazione di Oria:

    si intrecciano con quelle di un altro procedimento penale che, dopo l’esecuzione di una ordinanza cautelare il 27 giugno 2017, nei confronti di 13 persone, tra cui 9 degli odierni indagati, ha visto la condanna in primo grado - a seguito di rito abbreviato - di quattro di loro, i quali, nonostante la pena inflittagli (complessivamente, oltre 25 anni), risulta abbiano continuato a delinquere fino al marzo 2018, data cui la presente ordinanza si riferisce;

    hanno consentito ai Carabinieri della Stazione di Oria di raccogliere, sin da subito, elementi di riscontro e attualizzazione del fenomeno estorsivo, commesso sempre con le medesime modalità, ovvero;

    hanno permesso la disarticolazione di un’associazione per delinquere dedita alla commissione di furti di autovetture e motoveicoli, furti in abitazione, nonché di estorsioni e ricettazione.

ono 25 le persone indagate, tra cui gli 11 destinatari del presente provvedimento cautelare, identificati grazie ad attività tecniche, nonché all’analisi delle immagini estrapolate da sistemi di videosorveglianza cittadini, sia pubblici, sia privati.

Sono stati riscontrati 22 episodi di furti di mezzi,  con conseguente restituzione degli stessi a seguito di richiesta estorsiva mediante il sistema del c.d. “cavallo di ritorno”, nonché svariati episodi di ricettazione dei pezzi di ricambio di auto rubate, due di favoreggiamento e un’evasione (in particolare, un indagato, per la commissione dei reati, si è sottratto al regime degli arresti domiciliari, cui era sottoposto). Inoltre, nel corso delle indagini, sono stati recuperati 29 veicoli rubati, già restituiti dai Carabinieri ai legittimi proprietari.

’associazione per delinquere in argomento è caratterizzata da:

    un gruppo di “vertice”, composto da 2 soggetti[1] con compiti decisionali, di pianificazione, di individuazione delle azioni delittuose e delle strategie di furto, estorsione e riciclaggio;

    una parte operativa composta da 6 persone[2], cui competeva l’individuazione materiale del bene da asportare, l’occultamento e anche la trattativa con la vittima per la richiesta “estorsiva” (nel senso, si è accertato che per le autovetture e per i motoveicoli gli indagati hanno richiesto cifre variabili dai 500 ai 2000 euro),

    ritenuti mandanti dei furti e preposti anche alle operazioni di smontaggio, rivendita e riutilizzo delle vetture rubate.

ell’operazione è anche coinvolto un’ulteriore persona[4], nei cui confronti si è proceduto con la misura cautelare dell’obbligo di dimora nel comune di residenza, ritenuto responsabile di ricettazione, per aver acquistato un tagliaerba provento di furto. Infine, anche una coppia di coniugi è indagata per favoreggiamento reale, avendo aiutato gli indagati nell’occultamento di alcuni beni di provenienza illecita (nascosti all’interno dell’area circostante la villetta recintata dove risiedono), subito dopo la commissione del reato di furto.

li indagati sono apparsi spavaldi e professionali. Tali elementi sono evidenziati dal fatto che il gruppo:

    non ha desistito dal portare a compimento ulteriori delitti, nonostante il recupero da parte dei Carabinieri di 29 autovetture, che erano state nascoste in varie località impervie dell’oritano, indicate come “gubbie”, “bosco” e “foresta”;

    spesso ha agito alla presenza della vittima che, impegnata in lavori o comunque presente all’interno della propria abitazione, era controllata a vista da alcuni indagati per permettere ai complici di operare indisturbati;

    ha spesso tentato di asportare più autovetture nel corso del medesimo giorno.

ella misura cautelare, il GIP Dottoressa Stefania De Angelis, sulla base della richiesta formulata dal Sostituto Procuratore Dottor Luca Miceli, ha evidenziato <<il pericolo concreto di reiterazione dei reati e la molteplicità degli episodi delittuosi, la reiterazione e sistematicità delle condotte perpetrate, il valore della merce trafugata, la sussistenza di elementi di collegamento certi fra gli attuali indagati e la professionalità dimostrata dagli stessi (nella predisposizione dei mezzi, nel reperimento dei beni da depredare e dei soggetti a cui consegnare la merce rubata), la disponibilità dei luoghi nei quali occultare le autovetture di illecita provenienza e anche la gravità del danno procurato alle numerosissime persone offese.

 



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