Copagri lancia l'allarme Xylella: servono interventi

Autore Gianni Catucci | gio, 20 apr 2017 | 313 viste | Copagri-Puglia Agricoltura Xylella

Copagri Puglia lancia l’allarme xylella: manca un piano di interventi. Secondo la confederrazione dei produttori agricoli non si intervene subito anche chi ha già pagato un prezzo salato in questa crisi rischia di soccombere.


( Da comunicato) - A 4 anni dalla scoperta del batterio, non esiste un programma di interventi che consenta alle imprese agricole di guardare allo sviluppo oltre la Xylella e il prossimo 30 aprile scade il termine per la presentazione alla Commissione Europea del piano di interventi che cofinanzia anche delle perdite finanziarie subite e ancora non ci sono risposte. A lanciare un nuovo allarme sulle conseguenze dell’epidemia mortale per gli ulivi è la Copagri di Puglia che sollecita la Regione all’adozione di un programma organico di interventi.  

“Mentre sono immediatamente applicabili le sanzioni con importi che partono da 2 mila euro – afferma il Presidente regionale della Confederazione dei Produttori Agricoli Tommaso Battista – non sono state ancora nè liquidate, nè determinati gli importi, le domande relative alla richiesta di calamità previste dal Decreto del luglio 2015. E’, quindi, urgente – prosegue il presidente della Copagri Puglia –  modificare le modalità di accesso agli indennizzi.

“Il decreto Legislativo 102/2004, impostato per dare risposta alle avversità atmosferiche di carattere eccezionale – sottolinea la Copagri Puglia –  è inadeguato e non è in grado di intervenire nei casi di fitopatie/batteriosi:  in questi casi non è la produzione lorda vendibile il parametro più corretto per riconoscere i mancati redditi. Oggi paradossalmente le imprese più penalizzate sono proprio quelle che hanno investito nella lotta al batterio. Se non si introducono le modifiche, previste dalla normativa europea, che consente di sommare alle mancate produzioni i maggiori costi sostenuti per la lotta al batterio, gli 11 milioni di euro stanziati rischiano di essere dirottati su altre azioni.

“E’ necessario – prosegue Battista – individuare tutti gli strumenti disponibili in grado di dare risposte puntuali e l’attuale programmazione comunitaria 2014-2020 può e deve essere lo strumento su cui avviare un piano di interventi”. La predisposizione di un bando multimisura - conclude un documenti di Copgri,  dove, oltre agli indennizzi, le aziende possono presentare un piano di sviluppo e di rilancio delle attività agricole, può essere un primo passo”.

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