A Perchè? il piano di zonizzazione acustica

Autore Gianni Catucci | mer, 15 feb 2017 | 1008 viste | Perchè Zonizzazione-Acustica

Ospite l'esperto architetto Francesco Laudadio

Di zonizzazione acustica si è parlato nella scorsa nell’ approfondimento della notizia “ Perché?”. Ospite un esperto in materia, l’arch. Francesco Laudadio, che ha redatto i piani acustici di Polignano a Mare, adottato già dal 2012, quindi Conversano ed  altri. I comuni sono obbligati ad adottarlo, su direttive regionali e nazionali, per combattere il diffuso inquinamento acustico, dovuto al traffico veicolare, ferroviario, industrie, attività commerciali, emissioni musicali. Quindi riguarda tutte le attività. Mostrate durante la trasmissione delle slide, relative per esempio alla città di Polignano, in cui la mappa della città viene divisa in sei aree colorate diversamente, dette classi acustiche. In ognuna di queste classi sono indicati i limiti massimi, espressi in decibel, che non devono mai essere superati. Per esempio nella classe I, in verde, area diremmo protetta (edifici scolastici, ospedali, cimiteriale), insomma laddove si deve mantenere massima quiete. Qui non si devono superare i 50 db di giorno  ( dalle 6 alle 22.00) e i 40 di notte ( dalle 22.00 alle 6.00). Poi aree gialle, classe II, abitativa o residenziale, non produttiva e basso traffico. Qui le emissioni sonore non devono superare i 55 db diurno e 45 db notturno. Nella III classe , aree di tipo misto, ovvero con presenza di cittadini rilevante. Traffico veicolare di media portata e qualche attività, specie uffici, scarse attività artigianali, come ad esempio il centro storico. Non si tratta di individuazioni sperimentali, ha detto l’architetto Laudadio, ma regolate dalle normative regionali. Comunque 60db di giorno e 50 di notte.  Nella classe quarta, color rosa, aree con intesa attività umana, quindi consistenti attività e densità di abitanti, parte pulsante di un comune. 65 db di giorno e 55 notturne. Nelle classi V e VI, zone artigianali e industriali e alto traffico veicolari. Tra quinta e sesta la differenza è che nella quinta vi sono anche abitazioni. Qui il discostamento non è eccessivo circa le emissioni. 70 db di giorno e 60 db notturni per la quinta, 70 db e 70 di notte nella sesta, a carattere prettamente industriale. E’ stata mostrata poi una slide con i dati delle “immissioni”, ovvero le categorie di immissione del rumore, in cui si va a valutare il contesto in cui viene immesso il rumore, che viene misurato con uno strumento detto “fonometro”. “Quando si tratta di misurare emissioni per esempio da strumenti musicali- ha affermato Laudadio- si entra in un altro ambito. Vi è una normativa specifica. Gli strumenti musicali hanno già limiti che non devono essere superati. Quindi specie in località turistiche la situazione è poco gestibile e si verificano spesso abusi. In questi casi il sindaco qui concede delle deroghe. Si tratta però di concessioni particolari. Insomma lo strappo alla regola, non può mai diventare un’abitudine. Le variazioni al copione non possono comunque diventare la regola in barba a quanto previsto dai regolamenti.        


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