9 maggio 1978: 40 anni dalla scomparsa di Aldo Moro

Autore Redazione Canale 7 | mer, 09 mag 2018 | 442 viste | Aldo-Moro Regione-Puglia Attualità Politica

I messaggi delle istituzioni nel quarantennale della scomparsa dello statista

( Michele Emiliano, presidente Regione Puglia- “La morte dell'onorevole Moro, assieme a quella delle vittime del terrorismo, sono state tragedie non solo di singoli uomini e delle loro famiglie, ma di un intero Paese-

lo dichiara il Presidente della Regione Puglia Michele Emiliano-  Aldo Moro non era solo l'uomo del dialogo, ma soprattutto un costruttore della buona politica. Un mite che ha pagato con la propria vita il furore ideologico di chi sognava la guerra rivoluzionaria.

Oggi, la lezione di Moro va proiettata nel presente, e naturalmente penso anche a queste settimane di cosiddetto stallo politico, che poco hanno a che fare con il bene del Paese, al quale ha sempre guardato Aldo Moro. La mediazione morotea non fu un semplice compromesso tra partiti o la necessità di adattare gli equilibri politici italiani alla delicata situazione generata dagli “anni di piombo”, ma la costruzione della politica che ha il dovere di farsi carico delle richieste di tutti e dei singoli, uno per uno, perché come lui stesso diceva “ogni persona è un universo”.

Per Moro la politica era soprattutto senso di responsabilità al quale si è chiamati tutti, al di là delle proprie appartenenze.

Il messaggio dello statista pugliese all'Italia è tutto compreso in quella sua bellissima frase: “Questo Paese non si salverà e la stagione dei diritti e delle libertà si rivelerà effimera, se non crescerà un nuovo senso del dovere”. Credo che nel ricordo del suo martirio, dobbiamo scolpire come nella pietra la sua grande lezione di uomo e di politico, che ha accompagnato la crescita democratica del nostro Paese in questi ultimi quarant'anni”.

Ricordiamo Aldo Moro oggi, nel giorno del suo martirio, con la stessa emozione di quaranta anni fa, quando cessò di battere il cuore vivo della democrazia italiana, insieme alla speranza di una politica capace di grandi disegni e di nuovi orizzonti.
Ancora oggi, ci opprimono gli stessi sentimenti di sgomento, di rabbia e di allarme per una morte che segnò la sfida più alta alle istituzioni democratiche del Paese. Soffriremmo di meno il dolore per quegli eventi, se tutta la verità fosse stata svelata, raccontata e documentata con lealtà e rigore storico.
Ma a distanza di quaranta anni, le forze che non si sono mai rassegnate al rispetto del gioco democratico, ancora non consentono di raggiungere questo importante risultato, perché la morte di Moro, è solo una delle tante tappe di quella lunga scia di morte che, sin dal primo dopoguerra, ha insanguinato la storia dell’Italia impegnata nella lotta per la difesa delle libertà civili e costituzionali.
E’ perciò necessario che gli Italiani, nella giornata di oggi, che giustamente coincide con la Giornata nazionale della memoria, riflettano sui crimini perpetrati dai nemici della democrazia, duramente colpita in questi anni, dal terrorismo, dallo stragismo e dalla mafia.
La Regione Puglia ha dedicato a Moro tutto lo spazio che questa straordinaria personalità, nostro conterraneo, merita, realizzando due pubblicazioni a larga diffusione, svolgendo due autorevoli convegni in occasione del centenario della sua nascita ed infine deliberando l’avvio, proprio in questi giorni, del Progetto “Moro vive”, rivolto soprattutto al mondo della scuola.
E’ il minimo che possiamo mettere in campo, per tenere viva la memoria di un grande pugliese e di un grande statista e nello stesso tempo, per allertare le nuove generazioni sulla necessità di difendere, ora e sempre, la democrazia e la libertà.
Oggi perciò, dedichiamo un grato pensiero all’uomo che affrontava il presente guardando con lungimiranza al futuro, al sincero democratico dalla straordinaria avvedutezza profetica, ma anche all’uomo, al padre, al nonno.
Ricordiamolo ancora una volta oggi, con la stessa indignazione di quaranta anni fa:
una indignazione che deve rappresentare il carburante necessario per continuare ancora nella lunga marcia che ci separa dalla piena conoscenza della verità.
E, nell’onorarne la memoria, rinnoviamo ancora una volta, il sincero cordoglio del popolo pugliese, alla sua famiglia e ai suoi più veri ed intimi amici”.


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